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L’Abbazia di San Leonardo in Lama Volara

Sin dal XII secolo dall’epoca dei crociati l’abbazia di San Leonardo era considerato luogo strategico per tutti coloro che attraversavano il territorio di Manfredonia che vi si recavano in viaggio per la Terra Santa. Fondata tra gli ultimi anni dell’XI e i primi del XII sec. dai Canonici regolari di S. Agostino, nel 1261 venne concessa all’Ordine dei Cavalieri Teutonici. Numerosi archetti, denunciano il motivo dominante del romanico del sec. XI. In questa cornice venne infatti incastonato il portale ricco e solenne. L’abbazia  è nota anche per il fenomeno astronomico e suggestivo che si verifica ogni anno nei solstizi ed equinozi quando un raggio di sole all’interno della Chiesa attraversa il rosone posto in una cupola e va a cadere sul pavimento al centro di due pilastri che sorreggono la navata centrale in prossimità del portale laterale.

Abbazia di San Leonardo in Lama Volara
Il Complesso archeologico Le Basiliche

Il Complesso archeologico “Le Basiliche”

L’elemento caratterizzante è l’installazione artistica del giovane Edoardo Tresoldi: una struttura in rete metallica leggera e trasparente che ridisegna i volumi originari dell’antica basilica, costruita in soli 3 mesi a ridosso della chiesa medievale esistente. Un’opera permanente alta 14 metri che rende unico l’intervento e definisce un nuovo landmark nel paesaggio pugliese; un originale connubio tra archeologia e arte contemporanea che restituisce la terza dimensione ad architetture ormai scomparse, integrandosi e fondendosi con l’ambiente circostante, a fini conservativi e divulgativi. L’opera è stata realizzata grazie a una squadra di giovani under 30 che hanno lavorato su un progetto condiviso con le maestranze dell’impresa pugliese e gli archeologi che nel frattempo completavano gli  scavi nella basilica. Un investimento di 3,5 milioni di euro, di cui 900mila euro per la realizzazione dell’opera artistica.

L’Oasi naturalistica “la Laguna del Re”

Alle porte di Manfredonia, nel Parco Nazionale del Gargano, sorge un’area naturalistica dell’estensione di circa 56 ettari denominata “Oasi Laguna del Re” in cui sono presenti specchi d’acqua, strutture in legno per l’avvistamento dell’avifauna delle zone umide, pontili e sentieri percorribili a piedi ed in bicicletta. Un’area naturale di straordinaria bellezza paesaggistica e ricca di biodiversità, ideale per gli amanti della fotografia naturalistica, per chi vuole approcciarsi al Birdwatching e per chi ama passeggiare in ambienti naturali nel rispetto di un luogo ritornato alla vita. Nella piccola oasi sarà possibile vivere il tramonto a contatto con la natura, osservando la flora e la fauna lacustre con la Guida turistica abilitata ed esperto naturalistico di avifauna.

L’Oasi naturalistica la Laguna del Re
Il Museo Etnografico Sipontino Centro Studi Pugliesi di Siponto

Il Museo Etnografico Sipontino “Centro Studi Pugliesi” di Siponto

Il museo Etnografico del Centro Studi Pugliesi, con sede a Siponto testimonia la storia e le tradizioni del nostro territorio attraverso l’esposizione di attrezzi ed oggetti delle arti e mestieri risalenti ai primi del ‘900.

Il legame tra le espressioni dialettali e gli strumenti di lavoro ed oggetti di uso quotidiano è molto stretta. I diversi oggetti trovano in questo museo un loro inserimento contestuale grazie all’uso della lingua dialettale, ai proverbi, ai modi di dire.

La Cattedrale dedicata a San Lorenzo Maiorano

Edificata nel XVII secolo sui resti di un edificio di culto medievale, fu terminato solamente nel XVIII secolo ed ancora oggi conserva l’originaria decorazione. Al suo interno sono conservate la reliquia del santo, l’icona della Madonna di Siponto e la statua lignea della Madonna dagli occhi sbarrati detta “la Sipontina”. Nel Duomo si trovano affreschi di pittura a guazzo del 1940-1941 di Natale Penati da Milano, Giulio III e Benedetto XIII, apparizione di San Michele, incontro di San Lorenzo con Totila, i Santi Sipontini: Giustino, Barbato e i Martiri di Forconio. Vi si conservano pure le tele dei ritratti degli Arcivescovi Orsini, Muscettola, De Lerma, De Marco, Rivera, Francone, Del Muscio, Dentice, Salvemini, Tagliatela, Feuli, Pizza, Gagliardi, Macchi, Cesarano, un dipinto del Cavallino, nonché un Crocifisso ligneo del sec. XIII, proveniente dalla chiesa di San Leonardo di Siponto, un grande quadro del 1600, che rappresenta l’adorazione ed un Crocifisso in Colonna del 1600.

La Cattedrale dedicata a San Lorenzo Maiorano
Il Museo Diocesano

Il Museo Diocesano

Nato nel contesto di un territorio, quello di Siponto-Manfredonia, ricco di una lunga e grande tradizione di fede e di storia. La galleria conta sette spazi espositivi ad ognuno dei quali è stato dato un nome in base ai reperti contenuti. La prima sala della sezione “Fragmenta Sypontinae Ecclesiae”, chiamata “all’alba del primo millennio”, ospita frammenti scultorei che provengono dagli scavi della chiesa vescovile paleocristiana di Santa Maria a Siponto. La sala “del leone” riservata all’esposizione di uno dei due leoni marmorei che sorreggevano la ‘seduta’ del trono vescovile della cattedrale di Siponto e alcune travi marmoree del pulpito, firmate dai magistri David e Acceptus. La sala “dell’aquila” prende il nome dalla presenza dell’affascinante aquila ‘reggi-leggio’ dell’ambone. La sala “tra Siponto e Manfredonia” che raccoglie testimonianze lapidee del Medioevo inoltrato. La seconda sezione, “Manfredonia, la diocesi dal XIII al XX sec.” ospita la suggestiva “galleria degli arcivescovi”, con gli stemmi di tutti gli arcivescovi della Chiesa sipontina dal 1218 ad oggi. La sala “il bello sensibile della liturgia” espone paramenti e argenti sacri e una splendida cornice del ’700, che impreziosiva l’antica icona della Madonna di Siponto. In ultimo la sala intitolata “il buon vescovo” dove troneggia una tela raffigurante un inedito ritratto di papa Benedetto XIII, al secolo Pietro Francesco Orsini.

Il Palazzo San Domenico e la Cappella della Maddalena

Sede del Municipio e Antica abside della chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena, conserva al suo interno i pilastri con sezione a mandorla emergenti dagli spigoli. Da essi partono le nervature della volta a crociera che la coprivano originariamente. Dell’esterno sono rimaste solo le mura sperimentali della navata e l’arcone trionfale del transetto originario, unico superstite degli altri tre. Anticamente vi si accedeva solo dalla parete del coro della chiesa San Domenico. Al suo interno sono custoditi i 77 reperti archeologici della “collezione Rizzon” e l’acquerello di Chatelet che raffigura Manfredonia, oltre ad una serie di affreschi di pregevolissima fattura di epoche diverse e la mostra dei Santi sotto campana della tradizione religiosa.

Il Palazzo San Domenico e la Cappella della Maddalena
Il Castello Museo Archeologico Nazionale di Manfredonia

Il Castello Museo Archeologico Nazionale di Manfredonia

Il Museo Archeologico Nazionale di Manfredonia, ospitato all’interno del Castello svevo, custodisce i reperti archeologici più noti e significativi del territorio della Capitanata e dell’area garganica, tra cui le stele daunie.
Il maniero fu costruito nel XIII secolo per volontà di Manfredi di Svevia, figlio dell’imperatore Federico II, a difesa del nuovo abitato costruito per accogliere gli abitanti della vicina Siponto, diventata inospitale a causa dell’impaludamento e delle guerre.
In epoca angioina la struttura turrita assunse una fisionomia organica e un impianto più complesso con alta cortina muraria a pianta quadrangolare. Nel XV secolo gli Aragonesi dotarono il castello di una seconda cinta muraria esterna, raccordata agli spigoli da quattro torrioni circolari. Quello ad ovest, nel corso del XVI secolo, venne inglobato in una struttura a pianta pentagonale che prende il nome da un bassorilievo con scena dell’Annunciazione visibile sulle mura esterne del bastione.

Il museo storico dei pompieri e della croce rossa italiana

Conoscere le gesta eroiche dei Pompieri e della Croce Rossa Italiana rappresenta una preziosa testimonianza dell’opera di intervento e soccorso a servizio della gente. Un patrimonio storico e culturale davvero unico e irripetibile, da tramandare alle nuove generazioni per mantenere sempre viva e attuale l’attenzione sul tema della prevenzione, della sicurezza e della formazione e per non dimenticare quei momenti tragici che hanno lasciato il segno nella vita di molti.
Entrare nel Museo è un po’ come riscoprire la storia di questi Corpi e dell’Italia stessa: da un punto di vista diverso ed inedito. E’ Michele Guerra a guidarci lungo tutto il percorso del Museo. Oltre 3000 pezzi – perfettamente conservati – ci raccontano come un tempo funzionava il servizio di soccorso in caso d’incendio: dalla chiamata fino al rientro.
Ogni luogo è stato meticolosamente progettato da Michele Guerra e ricostruito dall’artigiano sipontino – maestro d’ascia – Antonio Berardinetti. L’allestimento lascia tutti sorpresi : adulti, giovani e bambini.

Il museo storico dei pompieri e della croce rossa italiana

Per visite guidate e percorsi turistici